lunedì 3 dicembre 2012

La Chiesa Cattolica Atto V


LA CHIESA CATTOLICA


ATTO V



Teorie sulla morte di Giovanni Paolo I


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Voce principale: papa Giovanni Paolo I.

La faccia simpatica di Papa Luciani, senza dubbio (a mio personale giudizio) non è morto di morte naturale, come il Clero afferma in forma ufficiale, ma è stato tolto di mezzo perché era un papa scomodo per la sua volontà di cambiare le cose all'interno del Vaticano
Il papa infatti fin dai primi giorni di pontificato aveva espresso la necessità di un ritorno ad una povertà evangelica per la Chiesa, affermando di voler procedere ad una profonda revisione della presenza del Vaticano nei mercati finanziari mondiali, gestione in quegli anni affidata all'arcivescovo statunitense Paul Marcinkus, a capo dello I.O.R., e di voler devolvere ai paesi poveri l'1% degli introiti del clero. Secondo papa Luciani, infatti, «Lo IOR deve essere integralmente riformato. La Chiesa non deve avere potere, né possedere ricchezze. Il mondo deve sapere le finalità dello IOR, come vengono raccolti i denari e come vengono spesi. Si deve arrivare alla trasparenza .
Troppi interessi, non solo del vaticano, rischiavano di cessare con il suo mandato, ed è per questo che è stato tolto di mezzo dopo solo 33 giorni dal suo mandato.
Claudio Zapparoli
L'improvvisa morte di papa Giovanni Paolo I, avvenuta nella notte del 28 settembre 1978, dopo soli 33 giorni dalla sua elezione al soglio pontificio, ha dato via a tutta una serie di ipotesi e speculazioni.



Indice




  • 4 Le ipotesi del delitto
  • 5 Interpretazioni numerologiche
  • 6 Le voci sulle premonizioni
  • 7 Un "Giovanni Paolo I" ne Il Padrino
  • 8 Note
  • 9 Bibliografia
  • 10 Voci correlate
  • 11 Collegamenti esterni

  • La versione ufficiale

    Stando alle fonti Vaticane, papa Luciani morì tra le ore 21:30 del 28 settembre 1978 e le ore 4:45 del giorno successivo nei suoi appartamenti, per Infarto miocardico acuto. A scoprire il Pontefice morto nel suo letto sarebbe stato il suo secondo segretario personale John Magee; sul suo comodino stava una copia dell'Imitazione di Cristo, opera medievale che, dopo la Bibbia, è il testo più diffuso di tutta la letteratura cristiana occidentale.In realtà Venne trovato da una suora incaricata di portagli da bere,e che venne fatta tacere per ordine del silenzio religioso.
    Il decesso venne annunciato dal seguente comunicato:
    « Questa mattina, 29 settembre 1978, verso le 5,30, il segretario privato del Papa, non avendo trovato il Santo Padre nella cappella del suo appartamento privato, lo ha cercato nella sua camera e lo ha trovato morto nel letto, con la luce accesa, come se fosse intento a leggere. Il medico, dott. Buzzonetti, accorso immediatamente, ne ha constatato il decesso, avvenuto presumibilmente verso le 11 di ieri sera, per infarto acuto del miocardio. »
    (Comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede)

    Gli eventi successivi

    Dopo la morte del Papa, il collegio cardinalizio prese la decisione di non autorizzare l'autopsia, che avrebbe potuto accertare le cause del decesso, anche perché non si era mai fatta un'autopsia [senza fonte] sul corpo di uno dei successori di Pietro[su Pio VIII sì].
    Successivamente, grazie alle testimonianze di chi era presente quella notte nella camera da letto del defunto, emersero alcune imprecisioni nella versione ufficiale dei fatti. La prima a trovare il papa morto sarebbe stata in realtà la fedele suor Vincenza Taffarel; inoltre sul suo comodino non ci sarebbe stato il summenzionato testo medievale ma dei fogli contenenti appunti e annotazioni personali. Chi poi ha compilato il comunicato ufficiale avrebbe preferito sorvolare sulla presenza di una donna nella stanza del Papa.
    Anche la causa del decesso, ovvero l'infarto del miocardio, venne contestata: sebbene sia una patologia che può sopraggiungere improvvisamente anche in una persona sana, essa lascia segni visibili di sofferenza su chi lo subisce, segni che nessuno riscontrò in Luciani[contestato: si veda la discussione]. C'è chi a proposito sostiene l'ipotesi dell'embolia polmonare, che provoca una morte quasi istantanea: un'embolia, in questo caso ad un occhio, già aveva colpito Luciani nel 1975 di ritorno da un viaggio in Brasile.
    Gli errori, le incongruenze, le omissioni della versione ufficiale, la mancata autopsia e soprattutto il clima dell'Italia dell'epoca,[senza fonte] immersa nei difficili anni di piombo, favorirono l'emergere, dopo alcuni mesi, di varie versioni alternative a quella ufficiale, alcune delle quali complottiste e cospirazioniste. Versioni che chiamano in causa in particolar modo la massoneria, la mafia, i servizi segreti.

    Le condizioni di salute del Papa

    Le testimonianze sullo stato di salute di Giovanni Paolo I risultano estremamente discordanti.
    Prima di essere eletto Pontefice, Albino Luciani era stato sottoposto a una serie di interventi chirurgici ma presentava un quadro clinico decisamente buono, anche se da alcuni ritenuto alquanto cagionevole; quel che è certo è che negli anni immediatamente precedenti alla sua elezione la sua salute era del tutto stabile, anche perché in caso di infermità o cagionevolezza il Conclave non avrebbe proceduto all'investitura pontificale, visto il notevole impegno richiesto dalla carica.
    I parenti di Luciani non escludono la naturalità del decesso improvviso, posto che sostengono l'esistenza di almeno altri due casi, nella loro famiglia, di decessi improvvisi senza alcun particolare elemento premonitore. L'ipotesi da essi sostenuta propende per un'embolia, anche alla luce del fatto, di cui si è già fatto cenno poc'anzi, che tre anni prima del suo decesso all'allora card. Luciani era stato riscontrato un embolo a un occhio: lui stesso aveva considerato con la sorella Nina che se quell'embolo si fosse fermato nel cuore o nei polmoni, egli sarebbe morto istantaneamente, senza nemmeno accorgersene.
    Nel 1987, durante la trasmissione "Giallo" condotta da Enzo Tortora, uno dei segretari privati di Giovanni Paolo I, Don Diego Lorenzi, asserì che la sera precedente il suo decesso, intorno alle 18.30, il papa aveva ricevuto in udienza privata il segretario di Stato Vaticano, cardinale Villot, per poi congedarlo dopo circa un'ora, alle 19.30.
    Al termine dell'udienza, Luciani avrebbe esternato a Lorenzi i sintomi di un malessere in termini di "dolori e fitte al centro del petto, con un senso di forte peso e oppressione".
    La dichiarazione scatenò un gran numero di polemiche: innanzitutto perché si trattava dell'unica testimonianza che deponesse in tal senso, posto che tutti i coloro che avevano interagito col papa fino al momento in cui si era ritirato nelle sue stanze private non avevano mancato di evidenziarne l'apparente ottimo stato di salute; secondariamente, per via dell'intempestività della dichiarazione di padre Lorenzi, giunta a quasi dieci anni di distanza dalla morte del pontefice, peraltro giustificata dall'interessato con l'affermazione:
    « Non l'ho mai rivelato a nessuno perché nessuno è mai venuto a chiedermi spiegazioni o lumi al riguardo »
    In terzo luogo, poiché poche ore prima del suo decesso (e poco dopo l'asserita esternazione di malessere a Don Diego Lorenzi), alle 21.30 del 28 settembre il papa aveva parlato al telefono con il suo medico personale, il dott. Antonio Da Ros, il quale ripeterà a più riprese nel corso degli anni che in quell'occasione Giovanni Paolo I non aveva fatto il minimo riferimento a dolori, oppressioni o malesseri di sorta.

    L'ipotesi emotiva

    Il cardinal Siri

    La causa naturale della morte fu spiegata in privato dal cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova: il nuovo Papa, persona di estrema semplicità evangelica, aveva una spiccata emotività, come risulta dal fatto che arrossiva al trovarsi in situazioni che potevano essere motivo di vergogna e non ne fece mai mistero, ammettendolo anche durante una sua celebre udienza papale.
    Papa Luciani, a detta del cardinal Siri, avrebbe confermato sine die le cariche curiali occupate dai cardinali nelle congregazioni romane; ciò l'avrebbe portato a ritrovarsi contornato di persone che non godevano della sua piena stima e fiducia, e il cuore non avrebbe retto a questa angosciosa situazione[senza fonte].

    Lo psicanalista Cesare Musatti

    Cesare Musatti, nella sua celebre rievocazione a transazione psicanalitica della morte di papa Luciani, parla di una sorta di sublime fuga mistica, la cui simbologia è rappresentata dalla presenza sul suo comodino dell'Imitazione di Cristo, e soprattutto da quel fatale numero trentatré che rappresenta la sintesi di una identificazione totale con il Cristo, unico vero porto di salvezza, in questo caso dalle fauci di una corte che non risparmiava occasioni, ritiene il Musatti, per fargli presente la sua inadeguatezza.
    Musatti ritiene che Luciani fosse una persona umile e semplice, ma non un sempliciotto e neanche uno sprovveduto; tuttavia, al di fuori della dimensione pastorale (l'unica nella quale si sentiva a suo agio, da vero sacerdote), non era particolarmente brillante nei rapporti umani. C'è chi conclude che effettivamente sarebbe stato lasciato solo, persino dai suoi segretari[4]. In questa visione, l'"uscita" di papa Luciani è interpretata come drammaticamente coerente e misteriosa al tempo stesso, non nel significato dato da Yallop e altri, quanto in quello di trovare "nella profezia che si avvera" l'unico rimedio di salvezza, mediante un olocausto che Musatti ritiene non sia stato vano nella vita della chiesa. Le debolezze fisiche (cuore, polmoni, ecc.) di Luciani e la probabile caduta, in una situazione di estremo stress, delle difese immunitarie, non sarebbero state altro che un facile veicolo di realizzazione di questo inconscio sacrificio.

    Le ipotesi del delitto

    La più celebre tesi alternativa alla versione ufficiale riguarda un presunto complotto a sfondo politico terminato con un omicidio.
    Questo sarebbe stato commissionato in quanto Luciani, sostenitore di un'idea di "banca etica" fin dai tempi del suo episcopato vittoriese, pochi giorni prima di morire avrebbe convocato i principali responsabili delle finanze vaticane per verificare come venivano gestiti gli introiti curiali, ma senza fare in tempo ad approfondire l'argomento.
    Il papa infatti fin dai primi giorni di pontificato aveva espresso la necessità di un ritorno ad una povertà evangelica per la Chiesa, affermando di voler procedere ad una profonda revisione della presenza del Vaticano nei mercati finanziari mondiali, gestione in quegli anni affidata all'arcivescovo statunitense Paul Marcinkus, a capo dello I.O.R., e di voler devolvere ai paesi poveri l'1% degli introiti del clero. Secondo papa Luciani, infatti, «Lo IOR deve essere integralmente riformato. La Chiesa non deve avere potere, né possedere ricchezze. Il mondo deve sapere le finalità dello IOR, come vengono raccolti i denari e come vengono spesi. Si deve arrivare alla trasparenza ...».
    Questo è il motivo (per mia personale opinione) che avvalla un possibile e presunto omicidio Claudio Zapparoli 

    Particolarmente sgradite, inoltre, erano le idee innovative e riformiste espresse da papa Giovanni Paolo I, in particolare quelle attinenti alla riforma della Curia, della nomina cardinalizia di alcuni vescovi dell'Africa, dell'Asia e delle Americhe, sul ruolo della donna e sul tema della contraccezione, sulla quale aveva espresso timide aperture nella commissione sul controllo delle nascite al Concilio Vaticano II parlando di "maternità responsabile" (in parziale disaccordo con l'Humanae Vitae di Paolo VI), nonché a seguito di un convegno delle Nazioni Unite sulla sovrappopolazione mondiale.
      



     







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