LA CHIESA CATTOLICA
ATTO
V
Teorie sulla morte di Giovanni Paolo I
Voce
principale: papa
Giovanni Paolo I.
La
faccia simpatica di Papa Luciani, senza dubbio (a mio personale
giudizio) non è morto di morte naturale, come il Clero afferma in
forma ufficiale, ma è stato tolto di mezzo perché era un papa
scomodo per la sua volontà di cambiare le cose all'interno del
Vaticano
Il
papa infatti fin dai primi giorni di pontificato aveva espresso la
necessità di un ritorno ad una povertà evangelica
per la Chiesa,
affermando di voler procedere ad una profonda revisione della
presenza del Vaticano nei mercati finanziari mondiali, gestione in
quegli anni affidata all'arcivescovo statunitense Paul
Marcinkus,
a capo dello I.O.R.,
e di voler devolvere ai paesi poveri l'1% degli introiti del clero.
Secondo papa Luciani, infatti, «Lo IOR deve essere integralmente
riformato. La Chiesa non deve avere potere, né possedere ricchezze.
Il mondo deve sapere le finalità dello IOR, come vengono raccolti i
denari e come vengono spesi. Si deve arrivare alla trasparenza .
Troppi
interessi, non solo del vaticano, rischiavano di cessare con il suo
mandato, ed è per questo che è stato tolto di mezzo dopo solo 33
giorni dal suo mandato.
Claudio
Zapparoli
L'improvvisa
morte di papa Giovanni Paolo I,
avvenuta nella notte del 28
settembre 1978,
dopo soli 33 giorni dalla sua elezione al soglio pontificio, ha dato
via a tutta una serie di ipotesi e speculazioni.
Indice |
La versione ufficiale
Il decesso venne
annunciato dal seguente comunicato:
«
Questa mattina, 29 settembre 1978, verso le 5,30, il segretario
privato del Papa, non avendo trovato il Santo Padre nella cappella
del suo appartamento privato, lo ha cercato nella sua camera e lo
ha trovato morto nel letto, con la luce accesa, come se fosse
intento a leggere. Il medico, dott. Buzzonetti, accorso
immediatamente, ne ha constatato il decesso, avvenuto
presumibilmente verso le 11 di ieri sera, per infarto acuto del
miocardio. »
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(Comunicato
ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede)
Gli eventi successivi
Successivamente,
grazie alle testimonianze di chi era presente quella notte nella
camera da letto del defunto, emersero alcune imprecisioni nella
versione ufficiale dei fatti. La prima a trovare il papa morto
sarebbe stata in realtà la fedele suor Vincenza Taffarel; inoltre
sul suo comodino non ci sarebbe stato il summenzionato testo
medievale ma dei fogli contenenti appunti e annotazioni personali.
Chi poi ha compilato il comunicato ufficiale avrebbe preferito
sorvolare sulla presenza di una donna nella stanza del Papa.
Gli errori, le
incongruenze, le omissioni della versione ufficiale, la mancata
autopsia e
soprattutto il clima dell'Italia dell'epoca,[senza
fonte] immersa nei
difficili anni di piombo,
favorirono l'emergere, dopo alcuni mesi, di varie versioni
alternative a quella ufficiale, alcune delle quali complottiste
e cospirazioniste. Versioni
che chiamano in causa in particolar modo la massoneria,
la mafia, i servizi
segreti.
Le condizioni di salute del Papa
Le testimonianze
sullo stato di salute di Giovanni Paolo I risultano estremamente
discordanti.
Prima di essere
eletto Pontefice, Albino Luciani era stato sottoposto a una serie di
interventi chirurgici ma presentava un quadro clinico decisamente
buono, anche se da alcuni ritenuto alquanto cagionevole; quel che è
certo è che negli anni immediatamente precedenti alla sua elezione
la sua salute era del tutto stabile, anche perché in caso di
infermità o cagionevolezza il Conclave non avrebbe proceduto
all'investitura pontificale, visto il notevole impegno richiesto
dalla carica.
I parenti di Luciani
non escludono la naturalità del decesso improvviso, posto che
sostengono l'esistenza di almeno altri due casi, nella loro famiglia,
di decessi improvvisi senza alcun particolare elemento premonitore.
L'ipotesi da essi sostenuta propende per un'embolia, anche alla luce
del fatto, di cui si è già fatto cenno poc'anzi, che tre anni prima
del suo decesso all'allora card. Luciani era stato riscontrato un
embolo a un occhio: lui stesso aveva considerato con la sorella Nina
che se quell'embolo si fosse fermato nel cuore o nei polmoni, egli
sarebbe morto istantaneamente, senza nemmeno accorgersene.
Al termine
dell'udienza, Luciani avrebbe esternato a Lorenzi i sintomi di un
malessere in termini di "dolori e fitte al centro del petto, con
un senso di forte peso e oppressione".
La dichiarazione
scatenò un gran numero di polemiche: innanzitutto perché si
trattava dell'unica testimonianza che deponesse in tal senso, posto
che tutti i coloro che avevano interagito col papa fino al momento in
cui si era ritirato nelle sue stanze private non avevano mancato di
evidenziarne l'apparente ottimo stato di salute; secondariamente, per
via dell'intempestività della dichiarazione di padre Lorenzi, giunta
a quasi dieci anni di distanza dalla morte del pontefice, peraltro
giustificata dall'interessato con l'affermazione:
In terzo luogo,
poiché poche ore prima del suo decesso (e poco dopo l'asserita
esternazione di malessere a Don Diego Lorenzi), alle 21.30 del 28
settembre il papa aveva parlato al telefono con il suo medico
personale, il dott. Antonio Da Ros, il quale ripeterà a più riprese
nel corso degli anni che in quell'occasione Giovanni Paolo I non
aveva fatto il minimo riferimento a dolori, oppressioni o malesseri
di sorta.
L'ipotesi emotivaIl cardinal Siri
Papa
Luciani, a detta del cardinal Siri, avrebbe confermato sine
die
le cariche curiali occupate dai cardinali nelle congregazioni
romane;
ciò l'avrebbe portato a ritrovarsi contornato di persone che non
godevano della sua piena stima e fiducia, e il cuore non avrebbe
retto a questa angosciosa situazione[senza
fonte].
Lo psicanalista Cesare Musatti
Cesare
Musatti, nella sua celebre rievocazione a transazione
psicanalitica della morte di
papa Luciani, parla di una sorta di sublime fuga mistica,
la cui simbologia è rappresentata dalla presenza sul suo comodino
dell'Imitazione di
Cristo, e soprattutto da quel fatale numero trentatré
che rappresenta la sintesi di una identificazione totale con il
Cristo, unico vero porto di
salvezza, in questo caso dalle fauci di una corte che non risparmiava
occasioni, ritiene il Musatti, per fargli presente la sua
inadeguatezza.
Musatti ritiene che
Luciani fosse una persona umile e semplice, ma non un sempliciotto e
neanche uno sprovveduto; tuttavia, al di fuori della dimensione
pastorale (l'unica nella quale si sentiva a suo agio, da vero
sacerdote), non era
particolarmente brillante nei rapporti umani. C'è chi conclude che
effettivamente sarebbe stato lasciato solo, persino dai suoi
segretari[4]. In questa visione,
l'"uscita" di papa Luciani è interpretata come
drammaticamente coerente e misteriosa al tempo stesso, non nel
significato dato da Yallop
e altri, quanto in quello di trovare "nella profezia
che si avvera" l'unico rimedio di salvezza, mediante un
olocausto che Musatti ritiene
non sia stato vano nella vita della chiesa.
Le debolezze fisiche (cuore,
polmoni, ecc.) di Luciani e la
probabile caduta, in una situazione di estremo stress,
delle difese immunitarie,
non sarebbero state altro che un facile veicolo di realizzazione di
questo inconscio sacrificio.
Le ipotesi del delitto
Questo sarebbe stato
commissionato in quanto Luciani, sostenitore di un'idea di "banca
etica" fin dai tempi del suo episcopato
vittoriese, pochi giorni prima di morire avrebbe convocato i
principali responsabili delle finanze
vaticane per
verificare come venivano gestiti gli introiti curiali, ma senza fare
in tempo ad approfondire l'argomento.
Questo
è il motivo (per mia personale opinione) che avvalla un possibile e
presunto omicidio Claudio Zapparoli
Particolarmente
sgradite, inoltre, erano le idee innovative e riformiste espresse da
papa Giovanni Paolo I, in particolare quelle attinenti alla riforma
della Curia, della nomina
cardinalizia di alcuni vescovi dell'Africa, dell'Asia e delle
Americhe, sul ruolo della donna e sul tema della contraccezione,
sulla quale aveva espresso timide aperture nella commissione sul
controllo delle nascite al Concilio
Vaticano II parlando di "maternità responsabile" (in
parziale disaccordo con l'Humanae
Vitae di Paolo VI),
nonché a seguito di un convegno delle Nazioni
Unite sulla sovrappopolazione
mondiale.
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