lunedì 3 dicembre 2012

La Chiesa Cattolica Atto I


Venerdì 30 novembre 2012

LA CHIESA CATTOLICA


ATTO I

stemma araldico di Papa Benedetto XVI

Prefazione:

Premetto che non è mia intenzione offendere i fedeli Cristiani ne tanto meno mettere in discussione la storia e la Vita del Cristo, dei suoi discepoli e del Vangelo.

Voglio solo esprimere il mio pensiero in merito all'istituzione della Chiesa Cattolica, dalla sua nascita fino ai giorni nostri che (è personale opinione) contrasta con gli insegnamenti di Gesù, umile pastore, morto sulla croce per redimere i nostri peccati come è raccontato nei vari Vangeli dei suoi discepoli, come unico documento scritto della sua storia.

Non troverete niente da me inventato ma solo appunti di ricerca dove per ogni articolo, metto sempre la fonte dalla quale ho attinto.

Avvertenza:

Consiglio ai fedelissimi del Cristianesimo che già si sentono a disagio di non continuare nella lettura in quanto non è mia intenzione turbare la loro sensibilità



La mia principale fonte d'informazione è: Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 
Claudio Zapparoli
Nascita della Chiesa Cattolica Romana e sviluppo fino ad oggi

Editto di Milano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lapide nella Chiesa di San Giorgio al Palazzo, attigua ai resti del palazzo imperiale dove fu proclamato l'Editto.
L'Editto di Milano (noto anche come Editto di Costantino, Editto di tolleranza o Rescritto di tolleranza) fu un editto promulgato nel 313 a nome di Costantino I che allora era imperatore d'Occidente, e Licinio, imperatore d'Oriente, per porre ufficialmente termine a tutte le persecuzioni religiose e proclamare la neutralità dell'Impero nei confronti di qualsiasi fede.Testo
Il contenuto dell'Editto fu riportato, o riassunto, da Lattanzio nel De mortibus persecutorum Riportiamo la traduzione delle prime righe:
« Quando noi, Costantino Augusto e Licinio Augusto, felicemente ci incontrammo nei pressi di Milano, e discutemmo di tutto ciò che attiene al bene pubblico e alla pubblica sicurezza, questo era quanto ci sembrava di maggior giovamento alla popolazione, soprattutto che si dovesse regolare le cose concernenti il culto della divinità, e di concedere anche ai cristiani, come a tutti, la libertà di seguire la religione preferita, affinché qualsivoglia sia la divinità celeste possa essere benevola e propizia nei nostri confronti e in quelli di tutti i nostri sudditi. Ritenemmo pertanto con questa salutare decisione e corretto giudizio, che non si debba vietare a chicchessia la libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascuno reputi la più adatta a se stesso. »

(Paolo Biscottini, Avvenire, 23 settembre 2012).)

Significato

Costantino (Augusto d'Occidente) scelse Mediolanum come sede del matrimonio di Licinio (suo corrispettivo nell'Impero d'Oriente) con la sorella Costanza nel febbraio 313. Durante le celebrazioni, Licinio seppe della rivolta di Massimino Daia in Oriente e partì; una volta entrato a Nicomedia (la sua "capitale"), pubblicò un editto di tolleranza che sarebbe in realtà da definirsi un rescritto, in quanto confermava un precedente editto dell'Imperatore Galerio.
Alcuni resti dei palazzi imperiali di Milano, ristrutturati da Massimiano alcuni anni prima dell'Editto. Qui si vedono le basi di un'edicola che probabilmente era dotata di colonne, con attorno un corridoio e diversi locali. In uno di questi palazzi vi fu l'accordo tra Costantino e Licinio noto come l'Editto di Milano.

Il precedente editto, emanato nel 311, concedeva una indulgenza ai cristiani, ovvero i cittadini che avendo "assecondato un capriccio erano stati presi da follia e non obbedivano più alle antiche usanze". Il documento affermava che
« in nome di tale indulgenza, essi farebbero bene a pregare il loro Dio per la Nostra salute, per quella della Repubblica e per la loro città, affinché la Repubblica possa continuare ad esistere ovunque integra e loro a vivere tranquilli nelle loro case. »
L'Editto di Milano, nel testo che abbiamo oggi, andava oltre, stabilendo esplicitamente che i luoghi di incontro ed ogni altra proprietà confiscati ai cristiani ed incamerati dall'erario dovessero:
« ... essere restituite ai cristiani senza richiesta di pagamento o compenso alcuno e senza alcun tipo di frode o imbroglio... »
Di fatto esso concedeva al cristianesimo uno status giuridico equivalente alla religione tradizionale romana e agli altri culti religiosi professati nei territori dell'Impero. Questo riconoscimento ebbe ripercussioni più importanti per la Chiesa romana, rispetto alle altre chiese locali, perché in questo modo essa si integrava nel diritto pubblico romano, anche grazie al fatto di possedere una notevole organizzazione interna. Ciò costituì la base per il successivo primato papale nei confronti delle chiese particolari.
Le leggi imperiali permisero agli ecclesiastici della chiesa romana di godere di molti privilegi speciali, che andavano dall'esenzione dei gravami pubblici – in particolare tasse – all'esenzione dalla giurisdizione dei tribunali imperiali per tutto quello che concerneva la fede, i dogmi ecclesiastici e la disciplina. Anche casi puramente civili dovevano essere trasferiti dal tribunale imperiale all'arbitrato episcopale, se una delle parti contendenti lo avesse richiesto.

Il presupposto storico dell'Editto è da ricercare nell'ormai diffusa presenza dei cristiani in ogni strato sociale; molti convertiti occupavano sempre più spesso posizioni-chiave nella società imperiale, nonostante il rischio delle persecuzioni. L'editto aveva quindi l'intento sincretistico di comprendere in seno alla società romana dottrine religiose o filosofiche di origine diversa, allo scopo di rafforzare l'autorità statale.
Successivamente, l'imperatore Valentiniano III emanò il 17 luglio 445 un editto che contribuì in maniera determinante all'affermazione dell'autorità e del primato papale in Occidente. Questo editto, che non era valido nella parte orientale dell'Impero, riconosceva pienamente il primato giurisdizionale del papato, perché «Nulla deve essere fatto contro o senza l'autorità della Chiesa romana».
Gli storici (anche i più restii a parlare dell'"Editto di Milano", come H. Jones) concordano nell'attribuire la pubblicazione di questo rescritto alla conseguenza di un accordo intervenuto a Milano tra Costantino e Licinio. A rinforzare la tesi dell'accordo vi è la formulazione dell'editto "di Milano" riportata da Lattanzio, per quanto di dubbia autenticità[senza fonte].

Conseguenze dell'Editto

L'Editto di Milano non fu la causa principale della fine del paganesimo: le due religioni convissero fino al VI secolo, «quando la cultura cristiana si impose, non senza violenze, in maniera totale». L'Editto costituì solo il primo passo di un lungo processo, perché si limitava a equiparare la religione cristiana alle altre religioni praticate nell'Impero Romano. Costantino stesso inaugurò templi pagani nella nuova Costantinopoli.
La conseguenza più vistosa dell'editto in quanto tale fu la possibilità di aprire alla luce del sole chiese cristiane: tra queste, le prime basiliche
  • molte a Roma (San Giovanni in Laterano, prima sede dei papi, e San Paolo fuori le mura, consacrate ufficialmente nel 324; San Pietro in Vaticano, iniziata tra il 319 e il 326; San Clemente e altre)
  • alcune nei dintorni di Roma (p.es. San Pancrazio ad Albano, precedente al 335)
  • alcune in Terrasanta (p.es. la Basilica della Natività a Betlemme. iniziata nel 326 dall'augusta Elena, la Basilica del Santo Sepolcro, inaugurata nel 335)
  • un certo numero, infine, in varie località dell'Impero (p.es. Sant'Irene a Costantinopoli, commissionata dallo stesso imperatore; San Maurizio a Vienna in Gallia, menzionata già nel 314; ecc.).
    I cristiani poterono anche svolgere apertamente altre attività, p.es. lo svolgimento di concili (ad Arles nel 314, a Nicea nel 325), e assumere cariche pubbliche. Come corollario, l'imperatore stesso si sentì in dovere di entrare nelle questioni religiose. In qualche modo,si possono ricollegare all'editto anche le vivaci polemiche sul donatismo a proposito della riammissione dei cristiani che avevano abiurato durante le persecuzioni.

    Come elemento minore, va ricordata infine la coniazione di monete con simboli cristiani, accanto ad altre con simboli pagani, segno esteriore dell'equiparazione tra le due religioni.

    Alcuni dei fatti succesivi all'editto non furono semplici conseguenze di questo ma, piuttosto, frutto di nuove iniziative:
  • nel 321, venne adottata ufficialmente la settimana di sette giorni (il settimo - la domenica - era però inizialmente dedicato al dio Sole)
  • nel 337, Costantino stesso, in punto di morte, si convertì al Cristianesimo
  • tra il 337 e il 379, Costanzo II e altri imperatori favorìrono apertamente il Cristianesimo rispetto al paganesimo
  • nel 380, Teodosio elevò il cristianesimo a unica religione di stato (Editto di Tessalonica); negli anni immediatamente successivi proibì i riti pagani e rinominò il dies Solis con il nuovo nome di dies dominica
  • nel 391-392, nuovi decreti inasprirono le proibizioni verso i culti pagani e i loro aderenti, tanto che alcuni parlano di persecuzione del paganesimo. Furono distrutti molti templi e avallati atti di violenza contro il paganesimo: uno dei più tragici fu la distruzione, nel 392 circa, del Serapeum di Alessandria, ad opera del vescovo di Alessandria Teofilo che, alla guida di un esercito di monaci, provocò l'uccisione di numerosi pagani che erano intenti alle loro funzioni sacre. Inoltre L'arcivescovo Giovanni Crisostomo organizzò una spedizione di asceti fanatici ad Antiochia per demolire i templi e far uccidere gli idolatri, mentre il vescovo Porfirio di Gaza fece radere al suolo il famoso tempio di Marnas
    Ho evidenziato queste righe per mettere in risalto come i Cristiani da perseguitati divennero persecutori in nome del Cristianesimo macchiandosi di omicidi infami.                             Claudio Zapparoli
  • È considerata invece un falso la donazione che Costantino avrebbe fatto al papa.

In molti casi, la politica degli imperatori successivi si basò sul presupposto che l'unità dell'impero richiedesse anche un'unità religiosa. Così Giustiniano impose pesanti restrizioni a tutte le religioni non cristiane. Nel 527 tutti gli eretici e i pagani persero le cariche statali, i titoli onorifici, l'abilitazione all'insegnamento e gli stipendi pubblici. Nel 529 fu imposta di fatto la chiusura della scuola filosofica di Atene, ultimo centro di eccellenza ancora attivo della cultura pagana, e a Costantinopoli e in Asia Minore i pagani, ancora numerosi, furono costretti al battesimo.

Da allora il fanatismo religioso fu la causa di innumerevoli persecuzioni che sfociarono nel sangue e causarono violenti guerre a sfondo religioso. Credo che il Cristo abbia detto ai suoi discepoli che: chi non crede nella mia “parola” non è degno di entrare nel regno del Signore mio Dio, ma mai avrebbe detto che per tale motivo debba essere ucciso se rifiuta il battesimo.                                                                                              Claudio Zapparoli


































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