mercoledì 20 febbraio 2013

I love Viet Nam



Questo è il Paese che più amo dopo la mia patria; l'ITALIA.



L'Italia sarebbe il paese più bello del mondo, se non fosse per alcune persone che lo hanno rovinato, ridicolizzato agli occhi degli stranieri, all'Italia non mancherebbe niente, abbiamo: storia, arte, paesaggi, città uniche al mondo come Venezia, Firenze e Roma, la migliore cucina mediterranea, la più varia, ogni regione d'Italia ha la sua cucina tipica, i mgliori vini di gran lunga superiori ai vini francesi, i nostri vigneti sono stati esportati e coltivati anche in Argentina, Australia e California.



Per molti paesi, purtroppo gli italiani sono un popolo di ladri, di arraffoni, fanulloni, borsaioli e mafiosi. È un vero peccato che a causa di pochi cialtroni ci hanno rovinato la reputazione. Quando gli italiani onesti invece sono dei gran lavoratori, fantasisti, artisti, e scienziati molto apprezzati, costretti ad emigrare all'estero per sviluppare i propri studi e ricerche.
 
Ma veniamo all'argomento di questo mio post.
Perché amo il Viet Nam? I motivi sono molteplici; questo popolo è fatto in gran parte di gente semplice, umile ma orgogliosa di se stessa e della sua storia; il motivo principale è che questo popolo in 30 anni di guerre è sempre uscito vittorioso perfino contro lo strapotere di un esercito che aveva a sua disposizione tutti i mezzi più avanzati (parlo di US Army) e non ha certo lesinato dal non usarli; bombardamenti a tappeto con il nepal, sopra la popolazione civile, miglioni di barili dell'agente arancio cosparso nei cieli sopra la jungla (defogliante della Monsanto) che ha causato la contaminazione dei feti e nascite di mostri deformati dall'effetto di questo agente chimico; l'intenzione era quella di defogliare per scovare gli insediamenti nemici senza curarsi dell'effetto nocivo sulla popolazione civile. Ma alla fine hanno dovuto cedere contro la caparbietà di questo popolo e tornare negli USA con la coda tra le gambe. Hanno liberato la Cambogia dal sanguinario Pol Pot, hanno respinto pure la breve invasione della Cina al nord, un conflitto durato poche settimane. C'è veramente di che esserne orgogliosi e a buona ragione.
 



La storia
Fonte Wikipedia
Durante la guerra d'indipendenza contro il colonialismo francese (Guerra d'Indocina, 1946-1954), l'Esercito Popolare era indicato con il termine Viet Minh che era l'abbreviazione di Việt Nam Độc lập Đồng minh Hội, "Lega per l'Indipendenza del Vietnam".
L'Esercito Popolare del Vietnam mantiene una grande reputazione di efficienza e combattività: vincitore delle due durissime guerre d'Indocina, dopo aver tenuto testa alle potenze francese e statunitense, vittorioso in Cambogia (1978) e in grado di respingere l'attacco cinese del 1979, rimane una forza armata che non ha mai perso una guerra.
La forza militare progenitrice dell'Esercito Popolare fu la minuscola (34 uomini iniziali) Unità di Propaganda Armata per la Liberazione Nazionale, una formazione voluta e creata

dal Presidente Ho Chi Minh e istituita formalmente il 22 dicembre 1944 come nucleo costitutivo delle forze armate per scacciare i francesi e le forze di occupazione giapponesi dal Vietnam.
Questo piccolo raggruppamento iniziale sarebbe presto stato ridenominato Esercito di Liberazione del Vietnam nel maggio 1945; quindi nel settembre 1945 Esercito di Difesa Nazionale del Vietnam (costituito ora da oltre 1.000 soldati). Infine, nel 1950, quando le forze vietnamite (ormai divenute un vero esercito, numeroso e ben armato con armi sovietiche e cinesi) guidate da Ho Chi Minh diedero inizio alla vera e propria guerra generale contro l'occupante francese, divennero ufficialmente l'Esercito Popolare del Vietnam.
L'Esercito Popolare dimostrò subito il suo valore, la sua combattività ed anche la sua abilità tattica, sconfiggendo ripetutamente le forze francesi e ottenendo la vittoria finale coronata dal (1953).clamoroso successo campale di Dien Bien Phu
Il generale Vo Nguyen Giap fu il primo prestigioso comandante in capo dell'Esercito Popolare e il protagonista principale della vittoria sui francesi durante la Guerra d'Indocina. Dopo la breve tregua seguita ai precari accordi di Ginevra del 1954, fu questo esercito che, guidato da capi abili come lo stesso Giap, Van Tien Dung, Hoang Minh Thao, Nguyen Chi Thanh, sferrò numerose offensive nel Vietnam del Sud, infiltrandosi attraverso la Zona Smilitarizzata sul 17º parallelo o il confine con Cambogia e Laos e resistette tenacemente durante la Guerra del Vietnam (pur subendo perdite elevatissime, oltre 1 milione di morti) alle poderose forze statunitensi (apparentemente in possesso di una schiacciante superiorità tecnologica) che erano intervenute a partire dal 1965 per evitare il crollo del debole e corrotto Esercito del Vietnam del Sud, assolutamente non in grado di affrontare le forze guerrigliere vietcong sostenute dall'Esercito Popolare.
Costituito da reparti disciplinati, combattivi e molto determinati, l'Esercito Popolare (equipaggiato principalmente con armi sovietiche o cinesi) si batté ininterrottamente per oltre 10 anni infliggendo continue perdite al nemico, mantenendo l'iniziativa tattica sul campo e finendo per esaurire con le sue abili tattiche le forze americane. Alcuni reparti scelti diedero dimostrazione di grande tenacia e erano particolarmente temute dal nemico; si distinsero in particolare le divisioni 304, 316, 308, 324, 325, 3 e 7.
Pur in netta inferiorità di potenza di fuoco e sottoposto alla schiacciante superiorità aerea e di artiglieria americana, l'Esercito Popolare (la cui infiltrazione a sud aumentò continuamente dai 30.000 uomini del 1965 fino a raggiungere oltre 300.000 soldati nel 1969) si batté sempre strenuamente, sottoponendo ad un continuo logoramento le forze americane; in una prima fase (1965-68), i nordvietnamiti evitarono confronti diretti convenzionali di grandi dimensioni e preferirono sferrare micidiali attacchi di sorpresa (battaglia della Landing Zone Albany), attirare il nemico in aree impervie e facilmente difendibili (Battaglia di Dak To), martellare le basi di fuoco americane isolate (Battaglia di Con Thien).
A partire dal lungo Assedio di Khe Sanh e dalla sorprendente offensiva del Tet, l'Esercito Popolare ottenne un grande successo psicologico e poté quindi: rafforzare il suo apparato logistico in Cambogia e Laos; continuare a sferrare attacchi agli americani ormai in fase di graduale ritirata (1969: benvenuto a Nixon); respingere velletarie offensive sudvietnamite (Operazione Lam Son 719 del 1971).
Dopo la fallita Offensiva di Pasqua del 1972, l'Esercito Popolare vietnamita preferì accettare la breve tregua stabilita dagli accordi di Parigi, per rafforzarsi e attendere il ritiro politico e militare completo degli americani; infine nel 1975 l'Esercito Popolare (costituito da oltre 450.000 soldati) scatenò l'offensiva finale (Campagna di Ho Chi Minh) travolgendo facilmente le ultime resistenze, ottenendo la vittoria totale e costringendo alla resa il governo del Vietnam del Sud.
Dopo la vittoria, l'Esercito Popolare sarebbe ancora intervenuto con efficienza nel 1978 per schiacciare in Cambogia il sanguinario regime dei Khmer Rossi di Pol Pot (inizialmente sostenuti dal Vietnam del Nord in chiave anti-americana), e avrebbe respinto il duro attacco dimostrativo cinese sul confine settentrionale (1979), mantendo il suo ruolo di potente scudo del governo comunista di Hanoi.


In tempo di pace, l'Esercito Popolare è stato ed è impegnato nello sforzo del Vietnam di sviluppare la propria economia, operando nel campo dell'agricoltura, dell'industria e delle telecomunicazioni.


Claudio:

Io vivo in Vietnam, a causa della crisi economica del 2008, anno in cui persi il lavoro in quanto ero un artigiano libero professionista, quindi sono uno dei tanti esodati a zero euro, nel 2009, preso dallo sconforto per avere perso lavoro e dignità volevo farla finita, ma poi mi sono ravveduto, pensando che questa vita in fondo non mi appartiene, se qualc'uno mi ha messo al mondo ci deve essere un motivo e quindi non ho il diritto di farne ciò che voglio. Ho 65 anni (compiuti il 19 gennaio 2013), nella mia vita ho girato il mondo per motivi di lavoro, andando ad installare impianti e automazioni per il settore ceramico (piastrelle) per piccole ditte Italiane del comprensorio di Modena, Sassuolo e Reggio Emilia, molte delle quali sono fallite a causa della crisi. Sposato in Italia e separato da molti anni, ho tre figli maschi Adalberto, Yuri ed Eros il più giovane. Parlo e scrivo correttamente l'inglese, spagnolo 80% oltre a qualche infarinatura di cinese e vietnamita, in quanto ho soggiornato in Asia (Indocina) per diversi anni. Ora vivo in Vietnam con la mia compagna nel suo modestissimo ristorante, sono povero ma felice.

Sono un ITALIANO D.O.C. ed amo la mia patria, anche se in questi ultimi anni non c'è da esserne orgogliosi di far sapere che sono Italiano, per i motivi che tutti sappiamo ed è proprio in virtù di questo che vorrei che il mio paese tornasse libero dalle catene della CE ed il popolo sovrano come sta scritto nell'art. 1 della Costituzione, calpestata dagli ultimi governi Prodi, Berlusconi (bunga bunga, come lo chiamano all'estero) ed infine dal vampiro Monti, voglio tornare ad essere orgoglioso di gridare ai quattro venti SONO ITALIANO



Alcune immagini suggestive del Viet Nam














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